Transumanze mamoiadine

Passavamo sulla strada leggeri

Capitano certi pomeriggi che per le strade di Mamoiada si facciano questi incontri. Il suono dei campanacci in lontananza, un gregge di pecore.

Suoni familiari, quasi rassicuranti, naturali come il passaggio delle stagioni.

E poi c’è lui, il piccolo ometto che con aria fiera e attenta guida il gregge verso il pascolo, attraversando le vie del paese sotto gli sguardi attenti dei passanti quasi increduli. Non sono scene quotidiane, la modernità ha preso il sopravvento e questi episodi capitano rararemente ormai.

Persino gli anziani seduti a chiacchierare sulle panchine di Santu Sustianu, commentano con gli occhi il passaggio del bambino, quasi a ricordare i tempi andati.

Sguardi silenziosi lo seguono per tutta la durata di questo seppur breve passaggio che trascina con se tanti ricordi.




Un tempo nei nostri paesi era normalità che un bambino portasse il gregge al pascolo. Oggi meno male essi possono fare tante attività, ma una lettrice poco attenta su twitter ha commentato in modo sprezzante la foto, quasi scandalizzata che un bambino oggi potesse fare queste cose!

Eppure non ha saputo leggere tra le righe di una foto che mostra, in un pomeriggio qualunque, un bambino che anzichè guardare la tv, giocare con il pc o lo smartphone, aiuta il nonno.

Un pomeriggio alternativo, poi anche lui, ritornerà a fare quello che fanno i bambini oggi, per la gioia dei benpensanti.

Conoscere le tradizioni e  vivere la campagna non sono male per i nostri ragazzi, forse imparerebbero di più dalla vita che a dispetto di quello che si crede forse non offre abbastanza.

Opinioni contrastanti è vero, io però per qualche minuto, con quel suono di campanacci, di natura e di tempi andati, mi sono sentita bene.

Suoni ancestrali, suoni di tempi andati.

 

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