Paracadutista Muggittu e la liberazione d’Italia

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Barbaricina

Paracadutista Francesco Muggittu
Paracadutista Francesco Muggittu

La Seconda Guerra Mondiale resta e resterà una pagina dolorosa della storia nella memoria di tutti. Questa che verrà raccontata in queste pagine, è la storia di uno dei tanti protagonisti, che con la sua azione eroica ebbe un ruolo importantissimo negli ultimi atti del conflitto in Italia, mio nonno Francesco Muggittu. Che proprio nel mese di marzo del lontano 1945 con un’azione che oggi verrebbe definita Kamikaze, espugnò da solo un caposaldo nemico. Lo voglio ricordare e lo ricorderò sempre questo avvenimento, perchè non bisogna dimenticare questa dolorosa pagina di storia che ci tocca tutti da vicino.



Grazie alle testimonianze del  Sig. Bebbo Ardu di Gavoi e in particolare alle memorie del Ten. Col. Piero Ardu, suo fratello, che combattè con mio nonno con la Nembo in particolare a Grizzano (BO) e Tossignano (BO), abbiamo potuto ricostruire gli avvenimenti che portarono in seguito alla liberazione di Bologna, combattimenti per i quali il plotone di mio nonno e del T.Col. Ardu ricevettero la croce di guerra.

Chi era Francesco Muggittu – L’incontro con lui descritto da Bebbo Ardu nell’Agosto 1969 Francesco Muggittu era nato a Mamoiada in provincia di Nuoro il 12 ottobre del 1915. Lasciò i banchi della scuola elementare per seguire il padre in campagna e imparare l’arte del pastore, il 10 sett. 1943 fu tra i paracadutisti che si rifiutarono di aderira alla fuga dei tedeschi. Nel marzo 1945 espugnò da solo un caposaldo nemico, quest’azione gli valse la medaglia di bronzo. morì il 19 nov. del 1980.

Il generale Alexander che il 29 marzo 1945 decora il plotone di cui fa parte Francesco Muggittu
Il generale Alexander che il 29 marzo 1945 decora il plotone di cui fa parte Francesco Muggittu, il secondo da sinistra.

Lo incontrai, per la prima volta a Gavoi sull’altipiano d’Itria nei pressi del Santuario, mentre custodiva un gregge di pecore al pascolo. Amici comuni mi presentarono quest’uomo: bassotto, barbuto col volto abbronzato e con il classico berretto del pastore sardo in testa. Vestiva un abito piuttosto trasandato, con una sopragiacca nera senza maniche, con la lana dentro. Mentre seguiva le pecore al pascolo, con gli occhietti neri, e vispi mi fissava e manifestava molto interesse per capire chi ero e ha voluto capire meglio il mio nome. Dopo avergli ripetuto il mio nome e cognome rimase per un attimo pensieroso e replicò: ” in guerra nel ’43, ero nella Divisione Nembo, il mio tenente si chiamava Ardu e di nome Piero. Con lui ho combattuto sul fronte di Cassino, di Filottrano, di Grizzano, di Tossignano. ” (B.Ardu)

Entrambi decorati per le azioni d’armi contro i nazisti. Assicurai a Muggittu che quel Tenente era mio fratello. Questa notizia lo commosse e manifestò il desiderio di incontrare il suo compagno d’armi con il quale aveva trascorso momenti difficili, di paura ma anche di grande soddisfazione. Nel mese di agosto 1969, in occasione delle esercitazioni che i Paracadutisti della Folgore fecero sull’altipiano di Pratobello ad Orgosolo, mio fratello e tanti altri ufficiali della Folgore lo incontrarono. Tra gli ufficiali ricordo: Il Col. Finocchi, il T.Col. Tamborrino, il Gen. Salmi, il Gen. Brandi, la medaglia d’oro il Maggiore Minervini, il T.Col. Devilla. Fu un incontro commovente con tante lacrime.

Nel giugno del 1943 la 184^ Divisione “Nembo” lascia la Toscana per la Sardegna. Venne dislocata nei comuni di Villanovaforru, Assemini, Serramanna, Marrubiu, Fertilia, Sanluri, Venfiorita, Villacidro, Oristano, Milis, Elmas, Cagliari, Monserrato, Chilivani. La Divisione iniziò subito un’intensa attività addestrativa congiunta con la 90^ divisione corazzata tedesca che, nel quadro della difesa dell’isola assolveva le stesse funzioni di manovra assegnate alla “Nembo”.

La Divisione “Nembo” era una unità di “elite” completamente motorizzata e bene armata. Molto invidiata e seguita negli addestramenti dai tedeschi.

Anche in Sardegna l’annuncio dell’armistizio dell’8 sett, creò un profondo turbamneto spirituale tra i paracadutisti e l’intera Divisione venne scossa dagli avvenimenti.

Si inserisce in questo contesto l’uccisione, avvenuta il 10 Sett  al bivio di Borore presso Macomer, del Ten. Col. Alberto Bechi Luserna, Capo di Stato Maggiore della “Nembo”. Tentò inutilmente di  convertire i paracadutisti del XII° Btg. 184° Rgt a tornare sulle loro decisioni e rispettare le clausole armistiziali.

Il Battaglione del Magg. Rizzati e il Cap. Alvino che capeggiarono il tragico avvenimento, si unirono ai tedeschi in fuga verso la Corsica. Superata la crisi morale la Divisione “Nembo” si ricostituì e torno ben presto efficiente e nel Marzo del 1944 si trasferì in Continente e fu subito in guerra sul fronte di Cassino con il Corpo Italiano di Liberazione.

Muggittu seguì il S.Ten. Ardu e si imbarcò sull’incrociatore Garibaldi. Assieme a lui il paracadustista G.A. Gregu e tanti altri parac.sardi. Con il fonte di Cassino iniziò, per la “Nembo”, al comando del Gen. Morigi, una pagina tragica ma gloriosa di storia.

Del 184^ Rgt “Nembo” – XIV Battaglione facevano parte i paracadutisti sardi tra cui anche mamoiadini:

– S.T. Pietrino Ardu (gavoi)

– Francesco Muggittu (mamoiada)

– G.A. Gregu (mamoiada)

– Natale Gregu (mamoiada)

– Antonino Congiu (mamoiada)

Ai primi di Giugno del ’44 la Nembo fu destinata al settore Adriatico. l’8 giugno iniziò l’offensiva lungo un itinerario montano-collinare, seminato di interruzioni e di mine. la Nembo liberò i capoluoghi di provincia di Chieti, l’Aquila, Teramo, Ascoli Piceno e Macerata, muovendosi prevalentemente a piedi e sostenendo i più significativi combattimenti a CHieti, Sforzacosta e Filottrano, dove ebbe luogo lo scontro più sanguinoso dell’intera Campagna di Liberazione;

La Nembo ebbe 131 Caduti e oltre 280 feriti – Il S.Ten. Ardu e il Par. Muggittu furono decorati di Croce di Guerra e di Medaglia di Bronzo al Valore Militare.

I COMBATTIMENTI CONTINUARONO NELLA VALLE DEL FIUME SANTERNO SULLA LINEA GOTICA. LA “NEMBO” SI DISTINSE NEL COMBATTIMENTO DI GRIZZANO, TOSSIGNANO NEL QUALE FURONO AFFRONTATI I PARACADUTISTI TEDESCHI DELLA 1^ DIVISIONE I COSIDDETTI DIAVOLI VERDI DI CASSINO.

QUEL COMBATTIMENTO FU DECISIVO PER LA LIBERAZIONE DI BOLOGNA.

IL PLOTONE DEL T.COL. ARDU, DEL QUALE FACEVANO PARTE  MUGGITTU, GREGU, CONGIU, I QUALI EBBERO UN RUOLO IMPORTANTISSIMO, IN PARTICOLARE MUGGITTU, RIUSCIRONO AD ESPUGNARE BUONA PARTE DELLE POSIZIONI NEMICHE AL COSTO DI 32 MORTI E 52 FERITI. NELLA NOTTE DEL 22 APRILE IL NEMICO ABBANDONO’ TUTTE LE POSIZIONI A NORD DI CASE GRIZZANO. LA GUERRA ORMAI VOLGEVA AL TERMINE.

Ecco in particolare l’episodio che portò poi Nonno e gli altri componenti del Plotone alla decorazione con la croce di guerra.

“Dagli attestati, dai suoi racconti, dalle testimonianze dei suoi superiori che lo ebbero al fonte, in particolare quelle rilasciate dal Gen. Par. della FOLGORE Pietrino Ardu, si sono scritte di lui pagine eriche e di coraggio.

Senza enfasi possiamo collocare Muggittu in una delle più importanti, prestigiose e significative espressioni di fedeltà e di coraggio dell’ultima guerra per la liberazione dal nazifascismo.

Il fronte era fermo da mesi, l’VIII^ armata non avanzava più . UN ATTACCO PARTICOLARE DOVEVA ESSERE ESEGUITO DALLA NEMBO. il XIV Batt. chiese ed ottenne di intraprendere un’azione d’assalto.

Il Plotone che venne decorato dal Gen. Alexander...Francesco Muggittu, con i baffi è circondato dai compagni.
Il Plotone che venne decorato dal Gen. Alexander…Francesco Muggittu, con i baffi è circondato dai compagni.

MUGGITTU partì solo all’attacco sotto il fuoco d’artiglieria nemica. A colpi di bombe a mano distrusse un caposaldo annientando così il nemico. Il S.Ten. Ardu ricorda di aver trovato Muggittu seduto sul muretto con un cinturone tra le mani, tolto a un tedesco che giaceva da lui pochi metri e disse: “Sig.Tenente questa fibbia è d’argento, la terrò come ricordo….”Per quest’azione di guerra a corpo ebbe la Medaglia di Bronzo.

Il Gen. Alexander premiò nel Marzo 1945 a Tossignano, l’intero plotone che partecipò all’azione.