Da un soldato di Mamoiada alla sua padrona

A qualche giorno dal 4 novembre che credo non abbia avuto la dovuta considerazione dato il nostro immane sforzo nel mangiare e bere a sas tappas, mi vengono date queste due lettere del 1916 di un allora ragazzo, Francesco Mercuriu, che scrive dall’accampamento di Sinnai alla sua “padrona”. Storie passate, storie di giovani militari, pronti a partire per una guerra che lascerà il segno e tantissimi morti fra i sardi. Triste constatare che il soldato scriva alla “sua padrona” e si firmi “Saluti dal suo servo”. Periodi bui, periodi in cui andare in guerra era l’unico modo per racimolare qualche soldo, periodi in cui la tua vita valeva meno di niente ed era in mano ai più potenti. Il 4 novembre è passato è vero, dimenticato da molti, ma non da tutti. Dalla nostra memoria non cancelliamo questo ed altri periodi bui, solo così potremo cercare di evitare di ricadere in quella trappola mortale. Così io ricordo questi giovani, i cui nomi a Mamoiada csono impressi su una stele, pubblicando questa lettera.

Onore ai caduti,

onore ai nostri giovani morti per un ideale,

per una patria che forse non c’è più.

Lettera di un giovane mamoiadino alla sua padrona

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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