Concubinari e divorziati a Mamoiada nel 1834

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Barbaricina

Cronaca di corrispondenze illecite e separazioni

La storia di Mamoiada è fatta anche di cronache di vita quotidiana. Tra le tante ricerche che mi sono capitate tra le mani, questa è senz’altro una delle più curiose.

Il concubinato

Il termine deriva dal latino con/cum, ovvero assieme, e cùmbere/cubare, ossia giacere a letto, ed era di fatto la situazione in cui una donna conviveva ed era economicamente mantenuta da un uomo, libero o sposato con un’altra. Non solo queste donne prestavano servizio come serve nelle case dei nobili ma spesso cadevano nelle grinfie del padrone intrattenendo con lui una relazione. Di questi casi ne abbiamo avuto a bizzeffe anche in paese, tant’è che come potrete leggere di seguito esistono persino dei processi a carico di queste persone.

Tra i tanti documenti che ho potuto visionare all’Archivio di Stato di Cagliari , uno in particolare ha destato la mia curiosità: Un processo ai concubinari e divorziati di Mamoiada.

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Inizia così questo curioso processo. La firma è dell’Avv.to Tamponi.

Nel 1834 da Cagliari arriva una nota indirizzata al Delegato di Giustizia di Mamoiada, su una nota dello stesso Rettore, affinché ponga rimedio ad una situazione “di disordine, pel danno che ne risulta al pubblico costume e alla società” nei confronti di diverse coppie sposate e separate che tenevano “corrispondenza illecita con altre donne”. Visto che riuscirono inutili i tentativi del Rettore di porre rimedio.

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Inizia così una sfilza di interrogatori a diversi noti personaggi del paese per ricostruire queste “corrispondenze illecite”. Diversi i casi in questione e curiose le motivazioni espresse dai testimoni chiamati in causa per appurare la veridicità dei fatti.

Interrogati e sotto giuramento i teste raccontano via via la loro versione dei fatti.

I coniugi sotto accusa sono: Cavagliere Cosimo Satta e la moglie Donna Mariangela Meloni, Antonio Simone Denti e Isabella Gungui, Antonio Stefano Crisponi e Marta Dessolis, Giuseppe Gungui Cocoro e Marianna Sini Orotelli, e i concubinari Pietro Paolo Lutzu e Anna Vincenza Turudda, Francesco Corda e Bartolomea Corcoddi.

“Conosco molto bene i sovranominatimi individui quali benché siano stati uniti in legittimo matrimonio, niente di meno mi consta e per pubblica voce e sarei per vederli io stesso coi miei propri ochi che sono i medesimi separati senza autorità del loro Giudice competente ecclesiastico. ”

L’interrogato è Don Giommaria Angioi, uno dei tanti a comparire in questa udienza. Egli riferisce in maniera molto dettagliata la situazione di ognuna delle coppie.

Antonio Simone Denti vive separato dalla moglie Isabella Gungui già da due anni. Il motivo di tale separazione è dovuto ad una disputa con la moglie perchè la figlia Anna Maddalena risultava incinta “clandestinamente”. Madre e Figlia, si legge nella testimonianza, mandarono via di casa il Denti.

Giuseppe Gungui Cocoro era separato dalla moglie Marianna Sini Orotelli già da tre anni, pare che il Cocoro abbia abbandonato la moglie perchè “mancante delle fede coniugale ed è solita unirsi ad altri uomini”.

Marta Dessolis vive già da più di dieci anni separata dal marito Antonio Stefano Crisponi a causa del suo vizio di bere. Essendo sempre ubriaco “dissipava e ha dissipato il di lui patrimonio.”

Pietro Paolo Lutzu vive nella stessa abitazione con Anna Vincenza Turudda nonostante non siano sposati e “da questa illecita e scandalosa unione hanno procreato e tengono due figli”.

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Stessa situazione per Francesco Corda e Bartolomea Corcoddi che hanno avuto tre figli.

Interessante la testimonianza di Don Francesco Meloni Ghirisi figlio del fu Don Luigi a proposito dei coniugi Cavagliere Cosimo Satta e Donna Mariangela Meloni.

Separatosi dalla moglie dopo circa tre mesi di matrimonio perchè la moglie, lagnatasi con la Curia di una relazione illecita del marito con la serva Anna Becconi aveva mandato via la stessa creando disappunto nel marito che con lei aveva già una relazione prima del matrimonio. Il Satta andatosene di casa vive insieme alla serva in altra abitazione.

Sempre il Meloni riferisce che Pietro Paolo Lutzu e Anna Vincenza Turudda convivano perché “gli è stata fatta opposizione nelle pubblicate matrimoniali dalla celibe Anna Rita Cadinu colla quale aveva contratto prima gli sponsali”.

Situazione simile viene riferita per Francesco Corda e Bartolomea Corcoddi che non si sposarono “per la formale opposizione fattali dalla celibe Rita Bassu che partorì un figlio dalla comunione che la medesima disse a dire col Corda”.

Tra gli interrogati anche il noto Notaio di Mamoiada Pasquale Gungui. Anche lui da una descrizione molto dettagliata di queste “corrispondenze illecite”, aggiungendo anche alcuni particolari.

Di Antonio Simone Denti e Isabella Gungui aggiunge a quanto detto dagli altri che il Denti più volte tentò di riunirsi con la moglie ma “la moglie colla figlia l’hanno mandato via anche con bastonate essendo la medesima Isabella Gungui donna petulante e arrogante volendo essere indipendente dal marito governare la sua casa”.

L’interrogata Agostina Satta figlia del vivente Giuliano (vivente all’epoca dei fatti, 1834) racconta per filo e per segno la separazione di Cosimo Satta con Mariangela Meloni.

“Conosco bene il nominatomi Cavagliere Cosimo Satta non solo come mio paesano ma ancora per essere mio vicino di casa, quale è unito in matrimonio alla Nobile Donna Mariangela Meloni mia compaesana benché da un anno d’un mese a questa parte sian il medesimo ritirato dalla casa della moglie a sian separato dalla medesima dopo tre mesi non giunti che si erano uniti in matrimonio senzaché da ora avian d’essere che il detto Satta si è separato dalla moglie sian più riunito, che ora si fosse riunito io di necessità avrei veduto il detto Satta in casa della moglie Meloni come prima di separarsi, e di ritirarsi alla casa che tiene vicina alla mia lo vedevo, e il motivo d’avere il Satta abbandonato la moglie per quanto pubblicamente si dice dalla maggiore e più sana parte di questi abitanti altro non sia che tenendo il Satta illecita corrispondenza già da dieci anni a questa parte colla Serva Anna Becconi mia compaesana, la di lui moglie Donna Mariangela Meloni acccortasi dell’intelligenza che il marito teneva colla detta serva prego più volte all’amichevole il marito a mandar via da casa la predetta serva Beccone, rivedendo che la Becconi per la baldanza del padrone trattava la padrona da serva perciò la Meloni non potendo più soffrire si vidde costretta di ricorrere a questo tribunale per mandar via dalla sua casa la detta serva come infatti così fece e nello stesso giorno che costei fu espulsa per il braccio della Giustizia dalla sua abitazione nello stesso giorno anche il di lei marito Satta si separò dalla medesima sua moglie e si ritirò a vivere nella casa ove presentemente vive continuando la corrispondenza scandalosa colla detta serva Beccone, come io stessa coi miei propri occhi la vedo giornalmente entrare e salire in casa del detto Satta, anzi benché non l’abbia veduta in questi due mesi scorsi si dice però pubblicamente che il medesimo Satta la portasse alla groppa del cavallo mattina e sera alla mietitura dell’orzo e del grano usando questi atti di confidenza che non le usava il marito colla propria moglie e per questo solo motivo di illecita corrispondenza ha abbandonato la moglie Meloni che è gran donna di senno e bontà”.

Il testimone Francesco Busia figlio del fu Antonio a proposito di Isabella Gungui dice:

“essendo Isabella Donna superba e di mala inclinazione ha rifiutato sempre la riunione col marito”

Sempre sulla separazione di Antonio Simone Denti il testimone Ignazio Crisponi figlio del fu Vito ci fornisce ulteriori dettagli:

“per il motivo che volendo egli come marito e padre correggere la sue figlie che trafficavano con persone disoneste, dal cui traffico uscì la di lui figlia grande Anna Maria Maddalena clandestinamente incinta e volendo lui dai principi mettere riparo al simil traffico, fu scacciato dalla casa dalla moglie Isabella e figlia Anna Maddalena volendo vivere indipendentemente dal marito e padre”.

Sempre Ignazio Crisponi riferisce il motivo della separazione di Antonio Stefano Crisponi dalla moglie Marta Dessolis. “Il motivo di questa separazione dal talamo è stata per essersi il Crisponi dato alla crapola, e portava via, dissipando quanto vi era nella casa”.

Dopo sei anni da questi interrogatori viene chiesta comunque l’archiviazione, in una lettera si legge:

“Col trascorso di anni sei rimane preferitta l’azione criminale derivante contro il Cavagliere Cosimo Satta, Pietro Paolo Lutzu e Francesco Corda addebitati di scandalosa ed illecita corripondenza e contro li coniugi Antonio Simone Denti e Isabella Gungui, Antonio Stefano Crisponi e Marta Dessolis, Giuseppe Gungui Cocoro e Marianna Sini che trovasi in seguito alla costoro separazione dal consorzio coniugale nel villaggio predetto. Piaccia a vostra Illustrissima provvedere all’archiviazione dei predetti atti. 2 giugno 1841

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