E’ inutile nasconderlo,  a distanza di anni da quei primissimi reportage sulla vicenda Piras/Peron, questa storia riesce sempre a scombussolarci l’esistenza.

Sentire nominare il generale Peron per i mamoiadini equivale ad un salto nel tempo, alle storie sugli emigrati, magari parenti partiti a cercare un po di fortuna, e poi ti viene in mente lui, Juvanneddu Piras come lo chiamava la mia bisnonna Mercuriu, cresciuta insieme a lui in quel di corte reale.

Una vicenda che nel corso di questi decenni ha visto pubblicazioni, diffide, scoperte eclatanti e a volte anche discorsi sopra le righe, “brigas”, forti contrapposizioni. Nonostante questo,  la storia dell’operaio di Mamoiada che fa fortuna in Argentina continua sempre ad alimentare dubbi lasciando ancora una volta un alone di mistero.

In questi lunghi anni ho avuto modo di appassionarmi alla storia del nostro compaesano, ho letto diversi libri e raccolto tutti gli articoli dei giornali possibili e immaginabili, partecipato a incontri e “scontri”.

articoli sul caso piras-peron

Devo dirlo, Peppino Canneddu con quel suo primo libro che lessi e rilessi da bambina, ha proprio fatto presa, poco hanno fatto le altre presunte rivelazioni e ve ne spiego le ragioni.

Quando si racconta una storia e si cerca di trovare la verità su qualcosa, la caratteristica principale dello scrittore e/o ricercatore è quella di trasmettere a chi si trova davanti il suo libro le stesse sensazioni che ha provato lui, le stesse emozioni., paure e presunte verità. Chi si trova a leggere si immedesima con l’autore stesso  e si trova quasi in simbiosi con lui. La lettura può non darti le risposte che cerchi ma allo stesso tempo di appassiona.

Il ricercatore storico, il reporter, non deve imporci la sua verità; il lettore non è stupido, semmai avido di risposte.

Un po come sono io. 🙂

Questo per dire che questa vicenda ha lasciato strascichi importanti nella vita di tante persone, a Mamoiada come in Argentina. Non possiamo nemmeno immaginare quanti. Stiamo parlando di qualcosa che forse nemmeno ci riguarda più di tanto. Vicende familiari, giochi di potere, intrighi, falsificazioni…..morti.

Stiamo parlando di un impero, di miseria, di povertà, sofferenza.

Io non giudico, non voglio farlo con chi si ostina con tanta foga a chiudere una volta per sempre questa storia.

Non possiamo cambiare gli eventi ma soprattutto non possiamo cambiare la storia.

Il mistero, quello si che resterà, comunque. Lasciamo che lo sia. Non per orgoglio di essere parte della storia come paese, come comunità, come compaesani di un uomo potente, spregiudicato, falso e in fuga dalla verità, ma per il rispetto verso chi allora ragazzo ha cercato fortuna, verso chi ha rappresentato centinaia di migliaia come lui alla ricerca di qualcosa, di un’identità perduta ormai in Barbagia e ritrovata chissà in Argentina.

Rispetto per chi non c’è più e non potrà più dire nulla.

Ognuno nel suo piccolo ha qualcosa da tenere segreto, vicende personali che non possono essere svelate, allora come oggi chi siamo noi a pretendere di sapere tutto?

Io dal mio canto continuerò a sognare, come tanti lettori, di un tempo lontano, di un gruppo di giovani e un percorso da Mamoiada all’Argentina.

In fondo chi non sarebbe voluto essere Peron?

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