C’è voluto un po’, lo so sono stata un po’ assente dalle cronache mondane e immondane barbaricine, mi farò perdonare; è che ultimamente in giro non si trovava tanto di cui parlare e i social ormai sono diventati più un centro di pettegolezzo e poca attenzione viene data alla cultura. Ebbene guardando un po’ in giro sui blog e sulle pagine di feisbuk mi sono resa conto che nessuno parla del nuovissimo libro che l’Associazione Atzeni-Beccoi ha presentato appena due settimane fa, a parte ovviamente due lapidari articoletti sui quotidiani locali. Mi sovviene il dubbio che nessuno lo abbia letto, possibile? Eppure è il tema che ha appassionato intere generazioni, i bambini nascono già con la maschera sul volto ed al posto della prima barbetta spuntano i campanacci!!! Ci si è sempre domandati che origine avessero, riportandola ad antichi riti apotropaici. “Io sono nato squadrato per fare il Mamuthones” diceva con orgoglio il mitico tziu Atzeni. Oggetto di lotta, diatribe, forti contrapposizioni dettate in gran parte dall’ignoranza e oggi che possiamo leggere finalmente uno studio serio e trarne le dovute conclusioni? Nessuno legge. Silenzio tombale. E badate bene non è che vi beccate qualche brutta malattia eh…..leggere non nuoce alla salute e nemmeno stringere amicizia con la cultura.  Però forse chiedo troppo, magari non arriverete alla fine dell’articolo e ritornerete ai vostri mi piace su face, tanto quelli non richiedono un enorme sforzo mentale. Eppure a mio avviso un’Associazione e dei compaesani che spendono non solo risorse economiche ma anche personali, per portare a termine un lavoro che arricchisce la nostra conoscenza e la nostra cultura e che per la prima volta affronta seriamente a viso aperto la storia della nostra maschera, merita solo riconoscenza. Forse ci si aspettava di meglio? Beh non sta a me giudicare, e credo a nessuno ma credo sia ora di riappropriarci del gusto si sapere, del conoscere, ora ne abbiamo l’occasione.



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L’ho letto, d’un fiato, presa dalla curiosità che mi ha sempre spinto verso la ricerca delle nostre tradizioni. Ma devo ammetterlo, dovrò riprenderlo in mano per poter dare un parere più ampio ma già da ora, così di primo acchito, lo trovo un lavoro interessante e ben fatto. Ottimo l’escursus storico e la ricostruzione di quella che è stata l’evoluzione dei Mamuthones e Issohadores avvalorata da testi storici e testimonianze. un lavoro che mancava e che spero dia l’input per altre iniziative simili. Non credo vi siano dubbi d’altronde l’Associazione Atzeni-Beccoi ci ha abituato bene in fatto di cultura!

Ovviamente questa è solo un’anteprima, spero in breve tempo di poterne dare un’analisi più approfondita. Intanto i miei complimenti all’Associazione e a tutti i soci che fortemente hanno voluto questo lavoro.

Non ci può essere futuro se non si conosce a fondo il passato, da li viene la nostra identità!

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