I petroglifi di Valverde a Nuoro

Simboli cristiani e pagani nella chiesa di Balubirde.

La Dea Tanit barbaricina?

Quando qualche giorno fa vidi quello scatto ci restai di sasso. Possibile che non abbia mai visto nè sentito parlare di questi simboli? Ebbene si, a pochi passi da Nuoro, su una grossa pietra, ora utilizzata come seduta dai novenanti, si trovano delle incisioni rupestri. La “scoperta” la devo a Graziano Siotto che ha pubblicato sul suo profilo facebook lo scatto che mi ha spinta a fare un sopralluogo.

Mi scuso sin da ora per la qualità degli scatti, la giornata che volgeva ormai al tramonto non mi ha permesso di fotografarne bene i simboli. Ma la curiosità di saperne di più e di iniziare a parlarne è stata più forte di me.

La cosa sorprendente è in rete non ho trovato nessun accenno, nemmeno un piccolo post su questa pietra e le sue incisioni.

Alcune raffigurazioni della Dea Tanit

I petroglifi più evidenti sembrano di matrice cristiana, il che è abbastanza plausibile. Ci troviamo in un luogo sacro, in un santuario del 1600, ed è più che normale. Quello che ha attirato la mia attenzione è la somiglianza con la simbologia che raffigura la Dea Tanit, successivamente modificata con l’apposizione della croce.

Cercando di saperne di più, Graziano mi dice che la pietra sicuramente non si trova nella posizione originaria e addirittura potrebbe non provenire da Valverde. La seconda incisione (l’omino con la croce) è una riproduzione del simbolo già impresso sulla roccia, da parte di un novenante.

Accanto all’omino, o alla Dea, di incisioni se ne trovano anche altre, e anche su un’altra pietra (sempre utilizzata come panca) a pochissima distanza si possono notare alcuni simboli.

Ho provato a giocare un pochino con l’immaginazione e a cercare su internet simbologie cristiane e anche neolitiche, spingendomi persino in Valcamonica, e devo dire che qualcosa sembrerebbe esserci!

Chissà, magari sto facendo un buco nell’acqua, però un pensierino ce lo farei nell’approfondimento di questa singolare simbologia. Non sono un’archeologa, non posso dare interpretazioni o dare giudizi, ma questo post può essere comunque un punto di partenza verso una ricerca più approfondita.

Ho appreso della bellissima iniziativa portata avanti da alcuni consiglieri comunali di Nuoro, tra cui il promotore è proprio Graziano Siotto. Un progetto di valorizzazione del patrimonio culturale nuorese che prevede il recupero di antiche chiese campestri  e  la valorizzazione di alcuni monumenti naturali.

Nelle vicinanze del Santuario si trovano anche alcuni siti archeologici e domus de janas.

Ma ve la immaginate voi una Dea Tanit Barbaricina? Magari sto divagando ma tutto è possibile.

Attendo i vostri preziosi riscontri….

 

 

 

 

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